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Inquinamento casalingo PDF Stampa E-mail
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Scritto da Domenico Barranca   
27 Giu, 2007 at 03:37 PM

 In conseguenza al miglioramento dei sistemi di isolamento termico messi in atto per il risparmio energetico, come conseguenza le abitazioni sono diventate come dei luoghi a chiusura stagna. Questo non significa che sia un errore mettere in pratica l’isolamento termico. Anzi, il problema dell’inquinamento dell’aria nei luoghi chiusi, detto anche inquinamento indoor, si può risolvere almeno in parte, se non del tutto, con le piante da interno.
Tale tipo di inquinamento è dato dalle sostanze contenute nei prodotti per la pulizia della casa, dalle vernici usate per le pareti, per i mobili, per i tessuti, dalle sostanze contenute nei cosmetici, nei materiali da costruzione, dal fumo di sigarette, combustione di gas, ecc. Le sostanze incriminate sono: formaldeide, benzolo, benzene, tricloroetilene, monossido di carbonio, xilene, toluene, fumo e altre.
All'inizio degli anni Ottanta, durante le ricerche in previsione di una futura base lunare permanente, la Nasa verificò la presenza di moltissimesostanze tossiche all'interno della sua stazione orbitante Skylab. Replicando quelle condizioni in un lungo ciclo sperimentale basato a Terra, i ricercatori dell'Ente spaziale americano hanno poi effettivamente riscontrato che le normali piante che usiamo per arredare i nostri interni domestici erano in grado
di eliminare tutte quelle sostanze.
In seguito la Nasa costruì una cellula abitativa realistica (chiamata "biocasa") caratterizzata da un limitato consumo energetico e da un estremo livello di isolamento rispetto all'atmosfera esterna, ma impiegando volutamente nella costruzione materiali sintetici e dunque nocivi.

Chiunque vi entrasse infatti manifestava rapidamente i tipici effetti della "sindrome da edificio malato" (in particolare, irritazioni alle mucose e difficoltà respiratorie).

Tutti questi effetti cessarono completamente una volta che in quell'ambiente vi furono sistemate le piante. Anzi, a coronamento delle sperimentazioni, una persona abitò permanentemente la "biocasa" per diversi mesi senza dichiarare alcun problema di salute.

Si riscontrò anche che le piante erano in grado di cominciare a depurare un ambiente
nell'arco di una giornata. Si è anche verificato che tale capacità disinquinante migliorava sensibilmente col passare del tempo.

Tenete presente che per ogni pianta bisogna trovare, per averla sempre in forma, la combinazione giusta di cinque elementi e cioè: temperatura; umidità; terriccio; luce e il tipo, la frequenza e la quantità d’acqua per l’innaffiatura.
Per quanto riguarda il terriccio, nel caso dei giardini, non usate nè concimi chimici, nè diserbanti e nè antiparassitari perchè questi prodotti possono inquinare le falde acquifere, danneggiando pesantemente le nostre risorse.

Optate invece per soluzioni ecologiche, come i concimi naturali (ad esempio lo stallatico) e i fito-antiparassitari (tanto per fare un esempio, basta spruzzare dell’acqua in cui è stato tenuto per qualche giorno un spicchio d’aglio per combattere gli afidi).
Ci sono diversi libri interessanti su come trattare le piante e vi assicuro che non è difficile averne cura. Di seguito una lista di piante che depurano l’aria all’interno delle nostre case e dei luoghi chiusi in generale, rendendola più salutare per tutti noi.
Di seguito una lista di piante che depurano l’aria all’interno delle nostre case e dei luoghi chiusi in generale, rendendola più salutare per tutti noi.

  • Anturium
    questa bella pianta dispone di foglie lucide e fiori brillanti. Nessun’altra pianta ha le stesse
    capacità di depurazione dall’ammoniaca come l’anturium.

  • Areca
    è una piccola palma molto elegante originaria delle Filippine e della Malesia, coltivata in gran parte
    delle zone caldo-umide dell'Asia e dell'Africa, che in vaso raggiunge raramente i due metri.

  • Aucuba
    piccoli arbusti sempreverdi a portamento eretto che possono raggiungere i due metri di altezza. E’
    preferibile metterla in posizioni semiombreggiate, e non in luoghi in pieno sole; tenerla al riparo dai freddi
    venti invernali, per evitare che temperature troppo basse rovinino le foglie esterne.

  • Dieffembachia Camilla
    le foglie di questa pianta hanno un’area centrale di color giallo crema e il bordo
    verde. Essa può arrivare ad un’altezza massima di 60 cm. Per me è una delle piante più belle per un appartamento.
    Prima di innaffiarla, accertarsi che per almeno un paio di centimetri il substrato sia asciutto, in quanto le radici
    di tale pianta tendono a marcire facilmente. Così come per tutte le specie di dieffembachia, bisogna stare attenti
    alla loro pericolosa linfa.

  • Dracena Marginata
    è la migliore varietà di dracena per quanto riguarda l’eliminazione degli agenti tossici. Le
    foglie verdi a forma di pugnale hanno dei bordi rossastri e sono direttamente attaccate al tronco, piccolo o grande,
    da cui sono spuntate. Unico punto debole di questa pianta sono le annaffiature eccessive che possono ucciderla.
    Quindi, prima di innaffiarla di nuovo, aspettare che il substrato sia asciutto almeno per un paio di centimetri di profondità.

  • Edera
    pianta dalla grande capacità di adattamento, in genere tale pianta non richiede particolari attenzioni.
    Infatti cresce bene sia in posizioni soleggiate, sia in ombra. E' in grado di resistere anche in situazioni di scarsità
    d'annaffiamento. Predilige posizioni riparate ma riesce a sopravvivere anche in zone esposte al vento; in tal caso però
    le foglie possono restare danneggiate.

  • Felce
    è tra le piante più efficaci per l’eliminazione di alcuni agenti inquinanti. Essa predilige luoghi umidi,
    specialmente in estate, e resiste anche in luoghi non molto luminosi. Il bagno è uno dei luoghi migliori per questa pianta.

  • Ficus Benianima
    se messa in una posizione scarsamente illuminata, allora tende a perdere le foglie. Ma, una volta
    acclimatata, questa pianta cresce in maniera vigorosa per anni regalando un vero spettacolo.

  • Filodendro
    arbusti sempreverdi, rampicanti e molto ornamentali, facili da coltivare. Ha bisogno di molta luce ma non del sole diretto.

  • Fittonia
    è una pianta che tende a sviluppare in larghezza e difficile da tenere in forma. Ma spero che ciò non sia
    un ostacolo per provare a farla stare bene. Essa va collocata all’ombra e in un luogo non eccessivamente luminoso.
    Quando la innaffiate, l’acqua non deve essere fredda.

  • Gerbera
    è una pianta particolarmente adatta per la produzione di fiori da recidere. Si coltiva facilemente nelle
    zone con clima mite e quindi possono stare anche all’aperto.

  • Schefflera
    è una pianta a crescita lenta. L’altezza che può raggiungere è di due o tre metri e un diametro di 90
    centimetri. Ruotare periodicamente il vaso in modo che la crescita sia uniforme.

  • Scindapsus Aureus o potos
    pianta dalle foglie variegate di colre verde e oro. Essa è a crescita rampicante o
    strisciante. Richiede un bel po’ di umidità.

  • Spathiphyllum Wallisii
    la pianta è composta da molte foglie che variano da una forma ovoidale a una forma
    lanceolata e arrivano a dimensioni enormi. Quindi attenti a quale varietà comprate perché potrebbe essere necessario
    molto spazio. Ha una grande capacità depurativa dell’ambiente circostante.  

 

 

dal sito www.eco-riciclo.it


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